Il sito è stato hackerato e Google lo segnala come pericoloso: i passaggi per tornare online
Avviso rosso 'sito ingannevole', pagine strane, redirect verso altri siti: cosa fare nelle prime ore, come bonificare, come chiedere a Google la rimozione dell'avviso, e come non ricascarci.
Un cliente ti chiama: "il tuo sito dà un avviso rosso, dice che è pericoloso". Apri e vedi la schermata di Google: "Il sito che stai per visitare contiene malware" o "sito ingannevole". Nel frattempo i clienti scappano, la scheda Google mostra l'avviso e le email finiscono nello spam. Ecco cosa fare, in ordine, e cosa non fare.
Cosa è successo
Il sito è stato compromesso, quasi sempre attraverso un plugin o un tema non aggiornato, o una password debole. Chi è entrato ha inserito pagine nascoste (farmaci, scommesse, prodotti contraffatti), redirect verso altri siti o codice che infetta i visitatori. Google lo ha rilevato e ha messo l'avviso per proteggere gli utenti.
Le prime due ore
- Non cancellare tutto e non reinstallare da zero prima di avere una copia: serve per capire come sono entrati.
- Metti il sito in manutenzione o offline dal pannello hosting, così smette di infettare i visitatori.
- Cambia tutte le password: WordPress, hosting, FTP, database, email associata.
- Verifica Search Console: nella sezione "Sicurezza e azioni manuali" Google dice cosa ha trovato e in quali pagine.
La bonifica
- ripristino da un backup pulito, se esiste e se è di prima dell'intrusione (non sempre si sa quando è avvenuta);
- oppure pulizia manuale: rimozione dei file estranei, controllo del codice del tema e dei plugin, ricerca delle pagine nascoste, rimozione degli utenti amministratori sconosciuti;
- aggiornamento di WordPress, tema e plugin all'ultima versione, e rimozione di quelli non usati;
- controllo che non ci siano porte lasciate aperte (file di accesso nascosti) che permetterebbero di rientrare.
È lavoro da tecnico: tra 3 e 8 ore per un sito medio. Un sito "pulito" che non lo è davvero torna infetto in una settimana.
La richiesta a Google
Quando il sito è pulito, da Search Console si invia la richiesta di revisione, descrivendo cosa è stato fatto. Google ricontrolla entro pochi giorni e toglie l'avviso. Se resta qualcosa, la rifiuta e si ricomincia: per questo la bonifica deve essere completa la prima volta.
Dopo: come non ricascarci
- aggiornamenti automatici o controllati ogni settimana;
- backup giornalieri conservati fuori dal server, per almeno 30 giorni;
- password lunghe e autenticazione a due fattori per gli amministratori;
- un firewall applicativo che blocca i tentativi di accesso;
- monitoraggio che avvisa se qualcosa cambia nei file.
Nelle nostre formule di hosting e manutenzione tutto questo è incluso: è la differenza tra pagare 20 euro al mese e passare una settimana senza sito ad agosto.
Quanto costa una bonifica
Da 300 a 900 euro, in base alla gravità e a se esiste un backup. Molto meno del danno di due settimane con l'avviso rosso in stagione.
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